29 ottobre 2009

BRIATICO. I PESCATORI E LA LORO PROTESTA: QUAL’E IL NOSTRO FUTURO?

Ieri a Catanzaro il sit-in davanti il Dipartimento regionale di pesca e agricoltura. Rimane solo un forzato ottimismo,ma non c’è nulla di concreto.
di Angelo De Luca

I pescatori di Briatico, tra loro anche il Sindaco Andrea Niglia

CATANZARO- E alla fine i pescatori si mobilitarono. In testa al corteo, che tra l’altro ha visto una nutrita schiera di pescatori di Briatico e anche del suo sindaco Andrea Niglia, vi erano i presidenti Martillotti (lega pesca calabria) e Iannì (lega pesca nazionale). La protesta doveva ed è stata pacifica, così come chiedevano i due sindacalisti. Doveva essere così perché nell’immaginario dei “due” regnava un assoluto ottimismo, convinti che le cose si fossero risolte nella linea impartita della Lega Pesca. Al vaglio della Regione e del suo Assessore all’agricoltura Amato c’erano sei richieste precise: 1) un tavolo di coordinamento tra assessorato, ambiente e pescatori; 2) la tracciabilità dei rifiuti tossici; 3) l’utilizzo delle strutture pubbliche di telerilevamento; 4) gli aiuti immediati denominati “de minimis”; 5) il finanziamento della legge regionale; 6) l’assegnazione della parte di risorse statali per il settore.

I manifestanti protestano davanti alla sede della Regione Calabria

Aperto il tavolo delle trattative, il nulla di fatto sembra essere la conclusione della giornata. Nonostante la soddisfazione di Iannì, consapevole di aver fatto il suo buon lavoro sindacale visto l’orecchio prestato dall’Assessore Amato, forse non si è accorto, o forse non è stato capace, di interpretare il messaggio di rimando. Per un orecchio che sente, ce n’è un altro che resta sordo. E già, perché nella fiera delle belle intenzioni, la risposta data è stata la classica frase “le faremo sapere”. Quale sia la soddisfazione ancora non si capisce! Chi chiedeva interventi immediati, utili per contrastare la crisi, è stato deluso. Per quali motivi? Per prima cosa c’è da sottolineare come alcuni aiuti finanziari dovevano essere immediati perché necessari, visto la crisi del settore ittico, sia per il caro petroli, sia per la restrizione delle battute di pesca; dopo, perché come già avvenuto in Puglia e Abruzzo, il cosiddetto “de minimis” non è stato garantito con certezza, e non si spiega, visto che lo stesso Iannì è stato colui il quale si è prodigato per farlo promuovere in altre regioni sin da subito; in fine non si è parlato affatto di problemi istituzionali pesanti, cioè che i pescatori vengono incessantemente puniti oltremisura da svariate multe per cavilli inutili da parte di Guardia Costiera e GdF, penalizzando oltremodo il già povero introito “marinaro”. L’ottimismo deriva dal fatto che i due sindacalisti hanno fatto il gioco dei potenti, ovverosia, hanno accettato di buon grado la controproposta di Amato&co: distribuire denaro in futuro tramite una pratica burocratica complessa, che mette al centro dell’attenzione i vari enti locali, i quali devono a loro volta interpellare le cooperative di pesca, che di rimando ai Comuni inoltreranno domanda di finanziamento alla Regione, la quale si proporrà di dilazionarli in seguito agli stessi. Chi non conosce la tempistica della dilazione dei finanziamenti lo scoprirà tra qualche tempo! Martillotti, dall’alto della sua collinetta, megafono in mano, calmava le acque e predicava pazienza e ottimismo e convinto di essere stato un buon sindacalista combattivo, scioglieva il sit-in tra la confusione generale. “Ma in pratica abbiamo vinto o abbiamo perso?”..ma questa era solo una delle tante voci di popolo.

Giovani pescatori briaticesi

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