Briatico. Sarebbe stata realizzata in difformità alle licenze
I carabinieri tornano in località Brace e "sigillano" di nuovo la costruzione
Briatico. Sequestrato, dissequestrato e, poi, ancora sequestrato. I carabinieri di Briatico sono tornati in località "Brace" di Briatico ed hanno nuovamente apposto i sigilli alla costruzione ritenuta dai progettisti di «altissimo pregio architettonico». Secondo quanto accertato dai militari l'immobile è stato realizzato in palese violazione alle autorizzazioni comunali. E sulla base di questi accertamenti la Procura della Repubblica ha emesso il decreto di sequestro.
È stato accertato che il palazzo, di oltre 1.500 metri quadrati e ubicato in una delle zone più suggestive della costa vibonese, è stato realizzato con una volumetria quasi doppia rispetto a quella prevista dalle concessioni edilizie, con un'altezza massima di oltre 2 metri maggiore ed addirittura con un numero maggiore di piani.
Secondo quanto reso noto dai carabinieri, si tratta di un «vero e proprio schiaffo alle norme urbanistiche» che in precedenza aveva già portato al sequestro dell'immobile. Un provvedimento, chiariscono, che era "caduto" per un «cavillo giuridico», sul quale la Procura ha ritenuto di insistere perché ritiene fondata la violazione delle leggi in materia urbanistica.
Ora la questione dell'edificio – visibile anche da notevole distanza, sia per la sua forma sia per la sua altezza e che svetta vistosamente sulle case del circondario – passerà al vaglio del giudice per la convalida.
Recentemente i legali di parte avevano presentato ricorso al Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva accolto le ragioni della difesa ordinando il dissequestro dell'immobile, dichiarando nullo il provvedimento di sequestro. Una vicenda, come si ricorderà, nel corso della quale sono stati emessi anche quattro avvisi di garanzia nei confronti del proprietario dell'immobile, del titolare dell'impresa che ha realizzato l'imponente costruzione, del direttore dei lavori e del progettista.
da La Gazzetta del Sud (4 ottobre 2009)
da La Gazzetta del Sud (4 ottobre 2009)








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