14 ottobre 2009

Nave dei veleni: altro relitto nel Vibonese.

Un altro relitto, oltre a quello rinvenuto a largo della costa di Cetraro (Cs) è stato individuato sarebbe stato scoperto nel Vibonese.
Dopo il ritrovamento del relitto al largo di Cetraro ci sono state numerose segnalazioni di altre navi affondante al largo della costa tirrenica calabrese. Tra le tante verifiche compiute avrebbe dato esito positivo quella compiuta al largo della costa vibonese dove, con l’ausilio di un sonar, sarebbe stato individuato un altro relitto. Sugli esiti degli accertamenti viene mantenuto il
massimo riservo e sono stati informati la magistratura e l’assessorato regionale all’ambiente.

IL PARERE DI LEGAMBIENTE

«Potrebbe essere quello della Mikigan, il relitto avvistato sui fondali di Vibo Valentia». Lo afferma Legambiente sulla base della cartina della O.d.m., ossia Oceanic Disposal Management Inc. (società creata dall’imprenditore Giorgio Comerio, per l’affondamento programmato di scorie radioattive nei fondali marini), agli atti della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti.
Il relitto avvistato potrebbe essere infatti quello della nave affondata il 31 ottobre 1986 nel mar Tirreno calabrese con il suo carico misterioso, sicuramente protetto da granulato di marmo (materiale utilizzato per schermare materiali altamente radioattivi), dopo essere partita dal porto di Massa Carrara, altro porto spesso citato nelle indagini sulle navi fantasma e luogo dal quale partì anche la Rigel, poi affondata con analoghe caratteristiche nel 1987 a largo di Capo Spartivento. «Le navi dei veleni costellano i nostri mari.


REAZIONI

L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AMBIENTE
«E' ora di finirla di gridare al 'lupo al lupo'. Ogni giorno il mio assessorato riceve decine di segnalazioni telefoniche, via fax o e-mail, ma la presenza di un relitto in mare non significa necessariamente che si tratti di una nave dei veleni». «Bisogna stare attenti – ha detto Greco, raggiunto a Bruxelles dove si trova per impegni istituzionali con l'eurodeputato Mario Pirillo – perchè al largo della costa calabrese ci sono almeno 150 relitti risalenti all’ultimo conflitto mondiale. Non si può parlare di rifiuti tossici se non si hanno prima i riscontri scientifici. Non mi risulta - aggiunge Greco a proposito del presunto rinvenimento al largo della costa vibonese – che siano a disposizione sonar in grado di rilevare la presenza di navi affondate in quella zona. Fino a quando non avremo riscontri scientifici, rischiamo solo di fare allarmismo».
Diversa, aggiunge Greco, è il caso della nave localzzata al largo di Cetraro. «Quella – dice – è una situazione realmente preoccupante, perchè abbiamo i filmati del relitto. Occorre che la nave, che si chiami Cunsky come dice il pentito o in un altro modo, sia rimossa e la zona bonificata. Per il resto – ha aggiunto – bisogna stare calmi, perchè in Calabria ormai c'è la psicosi. Ieri mi hanno allertato perchè qualcuno aveva segnalato la presenza di un bidone al largo di Diamante, poi si è verificato che si trattava di una boa».

IL DEPUTATO DEL PD, FRANCO LARATTA
«La notizie di un nuovo relitto di una nave che sarebbe stato individuato a poche miglia dal litorale vibonese, per come scrive stamani il 'Quotidiano della Calabria', è grave ma non ci sorprende. Abbiamo informazioni che ci dicono che sarebbe probabilmente 6-7 le 'navi dei velenì affondate negli anni nei mari italiani. E sette sarebbero le regioni costiere italiane interessate».
Laratta aggiunge: «Nonostante il grido di allarme che da settimane lanciamo al Governo nazionale, niente ancora è stato deciso, se non promesse e impegni generici dei quali non abbiamo alcun riscontro. La situazione, in realtà, è molto grave. Ma il Governo non ne ha contezza. In Calabria, – aggiunge – come in altre regioni italiane coinvolte, c'è grande preoccupazione. E a questa preoccupazione non si può rispondere con promesse vuote e lontane dalla realtà. Il governo deve intervenire immediatamente, con risposte forti e decisive, perchè ci troviamo davanti ad una vera e propria emergenza nazionale che è stata finora del tutto sottovalutata».

da Il Quotidiano della Calabria (14 ottobre 2009)

1 commenti:

Associazione ha detto...

e' una vergogna.
che si cerchi di far dimenticare l'accaduto.gli allarmismi hanno ragioni d'essere, dopo certe rivelazioni, non andare fino in fondo alla questione vuol dire essere complici della NOSTRA DISFATTA.Pensano che si rovini il turismo con troppi allarmismi, ma a noi chi ci pensa?FINCHE' MUORIAMO NOI CALABRESI NON IMPORTA A NESSUNO?

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