07 novembre 2009

Tropea. Dopo trent'anni la Pro loco dovrà lasciare l'Antico Sedile

Il presidente Mario Lorenzo intimato a sgomberare i locali entro sette giorni

Il palazzo del '700 sarà utilizzato dal Comune per le sue attività

di Concetta Schiariti


Con tanto di lettera protocollata, il Comune di Tropea ha comunicato lo sfratto alla Pro loco cittadina, disposto in seguito alla delibera commissariale del 4 novembre scorso. Dopo decenni di attività nei locali dell'Antico Sedile, dati in comodato d'uso gratuito per 30 anni, l'ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica della Perla del Tirreno è costretto a chiudere i battenti.
Esattamente entro sette giorni dalla ricezione della missiva, datata 5 novembre, l'associazione dovrà rilasciare e restituire tutti i locali utilizzati fino ad oggi per svolgere, senza scopo di lucro, un'azione di promozione turistica, oltre che di tutela del patrimonio architettonico della città e, altresì, del Vibonese. A quando si legge dalla comunicazione, inviata dall'Ufficio tecnico comunale, lo storico e prestigioso palazzo del '700 deve tornare a disposizione dell'Ente comunale che lo utilizzerà per realizzare le proprie attività.
Nella lettera, naturalmente, non si fa alcuna menzione del tanto discusso impianto di bancomat che, invece, il Comune ha deciso di far installare nei locali dell'Antico Sedile, usato appunto dalla Pro loco, e per il quale ha sottoscritto un contratto con la Banca del Mezzogiorno. Si conclude, così, la prima battaglia di una guerra che ha visto il presidente della Pro loco Mario Lorenzo lottare a difesa di un servizio considerato «necessario per la promozione turistica che si sposa, decisamente, male con quello commerciale offerto da un bancomat».
Che per essere rifornito prevede l'arrivo di guardie armate all'interno dei locali, probabilmente in quello stesso momento, affollati da turisti desiderosi solo di fare una vacanza pacifica e tranquilla nella Perla del Tirreno. La vicenda, comunque, in questo mese si è colorita con toni, particolarmente, accesi. Che hanno visto inviare reciproche comunicazioni a suon di legali. Da una parte la Banca del Mezzogiorno che ha diffidato il Comune per la perdita economica subìta a causa della mancata installazione. Dall'altra, il Comune che ha passato la palla alla Pro loco diffidandola e ora obbligandola a lasciare i locali contesi. «Se dovessimo, realmente, abbandonare questo palazzo storico – ha tuonato a chiare lettere il presidente Lorenzo – la Pro loco non si sposterà in nessun altro edificio. E il prezioso servizio di promozione e sostegno al turismo, offerto da decenni con cura e passione, non avrà più alcun motivo di esistere. Non abbiamo risorse per mantenere gli uffici tanto meno i dipendenti».
A sua difesa, diversi utenti della Pro loco, ieri mattina, di fronte allo sportello informazione, hanno puntato l'indice, anche, contro i commercianti e gli operatori turistici. «È inammissibile – ha detto uno di loro – che gli oltre 400 esercenti commerciali non si fanno avanti per difendere e sostenere economicamente questo importante strumento di promozione. Che va, principalmente, a beneficio loro e, poi, all'intera popolazione e all'immagine di Tropea nel mondo».

da La Gazzetta del Sud (7 novembre 2009)

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